SENSI IN
MOVIMENTO

IL PIÙ GRANDE CANALE YOUTUBE SUL VINO IN ITALIA

SOLARIA
JONICA 1959

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CHI SONO

Milanese, sommelier e motociclista, Maurizio Pandolfi (dopo una laurea e 10 anni nella vendita di servizi a valore aggiunto), nel 2003 decide di cambiare rotta seguendo il motto “la vita è troppo breve per far sempre cazzate che non piacciono” e si dedica alle sue passioni; da allora ha il privilegio di fare un mestiere che gli piace: si occupa di VINO & DINTORNI.
Dopo l’indispensabile formazione presso O.N.A.V. (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino), quando non conduce una serata di degustazione oppure un evento, quando non insegna in uno dei mille corsi che ha ideato (sul vino, sul cioccolato, sull’abbinamento cibo-vino, sulla birra, etc.), quando non registra un video del suo canale YouTube sul vino, quando non pastrocchia per scrivere un nuovo ebook oppure non presiede una commissione di degustazione, si diverte a strimpellare la chitarra con i figli in un trio rock oppure a sperimentare interazioni tra vino e musica.
Nel recente passato ha ideato e gestito 2 enoteche a Milano e dal 2011 propone le sue iniziative attraverso il brand, da lui creato, SENSI IN MOVIMENTO. Nel 2021 crea l’omonimo canale YouTube SENSI in MOVIMENTO che, nel giro di pochi mesi, diventa il più grande e seguito canale sul vino in Italia.
Nelle sue attività si avvale della collaborazione di affermati Professionisti nel mondo dell’enogastronomia (sommelier, gastronomi, chef, etc.).
PROSIT!

VINI RARI – Cantine Antonio ferrari

SOLARIA JONICA 1959

Se vuoi far parte di questa storia irripetibile…
Chiedi l’assegnazione di una (o più) bottiglie delle n. 953 realizzate (ex novo) da aprile 2025, grazie al ritrovamento dell’ultima vasca di cement
o nella cantina di Galliate.

info e prenotazioni: info@sensiinmovimento.it

E ORA… GODITI L’INCREDIBILE STORIA DI QUESTO VINO EXTRA-ORDINARIO:

PREMESSA

Il piccolo miracolo sensoriale di emozioni visive, olfattive e gustative si ripete ad ogni stappo… È l’ora della Solaria Jonica vendemmia 1959, un vino che per mille singolari e rocambolesche circostanze è entrato nella leggenda enologica nazionale ed internazionale. Stiamo parlando, e degustando, un vino prodotto nel 1959, imbottigliato recentemente, ma nemmeno tutto, solo a piccoli lotti e, anche e soprattutto per questo, ancora assolutamente integro e profondamente emozionante, dopo oltre 65 anni!

La storia inizia nel Salento e qui avviene la prima “circostanza” inusuale di quest’avventura vinicola assolutamente unica: l’incontro tra Antonio Ferrari, classe di ferro 1913, di Galliate (Novara), che fa il produttore di vini “popolari”, ma anche il commerciante di uve e mosti (come si usava allora) e quel vigneto di Primitivo affacciato sullo Jonio, nelle proprietà del barone Bardoscia. Aveva già in mente un sogno, Antonio: dimostrare a tutti che da quelle uve meravigliose del sud, in quell’annata ritenuta da molti la migliore del secolo, se ben maturate e sapientemente trasformate, poteva nascere un vino maestoso, dalla longevità mai sperimentata prima.

LA MIRACOLOSA VENDEMMIA DEL 1959

L’incontro dev’essere stato forte, tra filari grondi di grappoli e gli acini ancora turgidi, per un’estate davvero straordinaria, come fu quella del 1959. Il piemontese Antonio intuì, col puro istinto maieutico dell’esperto autodidatta, che si trattava di un’annata davvero speciale e fece in modo che la vendemmia si protraesse ancora un po’, per raggiungere la surmaturazione ideale dell’uva, quella che voleva lui. “Ancora un giorno”, azzardò infine, ma i contadini del luogo prevedevano che quella notte avrebbe piovuto molto. Antonio non poteva permettere una tale rovina e quella notte dormì sul sedile anteriore della sua Fiat “Millecento” beige per accorgersi, eventualmente in tempo, delle prime gocce sul parabrezza e allertare i vendemmiatori assoldati e radunati a dormire, eccezionalmente per l’occasione, in un casolare poco distante. Fortunatamente non accadde nulla e la vendemmia si svolse, come di consueto, alle prime luci dell’alba. Acquistò tutto quel “ben di Dio” al giusto prezzo, per un’uva di grandissimo valore, il tutto concordato con una vigorosa stretta di mano al barone ma, invece di rivenderlo, come era uso fare, organizzò un trasporto speciale con camion (i mitici Fiat 682) che, attraverso la vecchia S.S. 16 Adriatica (l’autostrada ovviamente ancora non esisteva…), in quasi due giorni, portò le uve di Primitivo fino a Galliate, a casa sua, nella sua cantina.

LA PIGIATURA COI PIEDI E L’INVECCHIAMENTO INFINITO

Invece di pigiare subito, lasciò appassire ancora quei chicchi d’oro puro ben oltre il tempo previsto dalle consuetudini. “Al momento della pigiatura —ricorda la figlia GianAngela, la maggiore — gli acini erano tanto appassiti e le bucce così spesse da non riuscire a spremerli con il consueto torchio di cantina e si dovette procedere con lo storico e tradizionale metodo della gualcitura… cioè coi piedi!”. E nemmeno volle imbottigliare subito: “Non è ancora il momento” disse perentorio Antonio. Sarebbe stato questo un mantra, ripetuto ossessivamente per decine di anni a seguire. Il tempo dunque passava e quel vino, ispessito e profumato come nessun altro, dopo un paio d’anni passò dai fusti di castagno in vasche di cemento. Antonio continuava la sua attività di piccolo produttore e commerciante e lasciava vedere d’essere del tutto dimentico di quel patto d’alleanza siglato in silenzio, tra lui e l’uva, tra i filari di Primitivo, in quel settembre rovente di tanti anni prima, quando il sole ed il caldo imperante avevano perfino sfinito il canto delle cicale! Ma non era così. Quell’amore segreto, quel colpo di fulmine, rendeva discreto e geloso Antonio che nell’animo suo aveva ipotecato che, tra tanti suoi successi commerciali, quest’ultima visione doveva essere la più grande, la più clamorosa! Passarono quindi più di quarant’anni e “quando giunse il tempo” Antonio decise, con intuito naturale, di far “nascere” quel vino. Fu il matrimonio della figlia minore, alla fine degli anni ’90, ad ispirarlo; racconta ancora GianAngela: “Quando lo versammo ci accorgemmo subito che eravamo di fronte a qualcosa di eccezionale”. Aveva finalmente visto, per la prima volta, la luce del sole quel vino che poi sarà battezzato col bel nome evocativo di “Solaria Jonica“. 

LA PRIMA COMMERCIALIZZAZIONE E IL SUCCESSO INTERNAZIONALE

Siamo agli inizi degli anni 2000 e poco prima, ma anche dopo la scomparsa di Antonio (che avviene nel 2003, all’età di 90 anni), la figlia GianAngela e il marito Saro iniziano a proporre questo vino così raro ed, altresì, anche le altre 3 annate nelle quali Antonio aveva trovato un’ispirazione del tutto simile, ovvero la 1949 (“il ’49 di Antonio Ferrari”, la 1954 (“il Barone ’54) e la 1978 (“la Canestra 1978”), dove però, va detto, la 1959 (la Solaria) rappresentava comunque la “punta di diamante” per le sue straordinarie caratteristiche organolettiche, cosi simili ad un Porto Vintage.

Ed infatti i riscontri della critica nazionale ed internazionale (Luigi Veronelli, il Gambero Rosso, Robert Parker, Wine Spectator, Alain Ducasse, etc.) sono immediati e semplicemente entusiastici… eccone alcuni, per darvi un’idea:

GAMBERO ROSSO – Rivista Febbraio 2001 – Marco Sabellico

Guida ” I Vini di Veronelli” 2003

January 23, 2003 – Wine Spectator (review)

August 25, 2004 – WINE ADVOCATE – ROBERT PARKER (rating: 97/100)

CURIOSITÀ DELL’EPOCA:

LE NUOVE BOTTIGLIE DI Solaria Jonica 1959

NEWS 2025/2026:

MERANO WINE FESTIVAL 2025

JANCIS ROBINSON: recensione del 27 agosto 2025 – VOTO: 19/20 (!)

JAMES SUCKLING: recensione del 24 marzo 2026 – VOTO: 95/100 (!)

Siamo davvero orgogliosi di presentarvi la RECENSIONE della SOLARIA JONICA 1959 (degustazione del 24 marzo 2026, quindi con Solaria appena imbottigliata) da parte di JAMES SUCKLING, consideratao fra i 3 critici enologici più autorevoli al mondo.

RATING: 95/100

Un vino maturo, soave e con note di frutta secca, caratterizzato da una deliziosa dolcezza. Al naso si percepiscono sentori di frutta secca, noci, praline, tabacco dolce e un tocco di caramello. Di corpo medio, con un palato denso e cremoso, una consistenza notevole e un finale lungo. Da bere subito o da conservare.

COME FUNZIONA?

SUGGERIMENTI PER LA DEGUSTAZIONE della SOLARIA JONICA 1959

SCHEDA TECNICA:

SE VUOI FAR PARTE DI QUESTA STORIA IRRIPETIBILE, PRIMA CHE SI ESAURISCA DEFINITIVAMENTE…
Chiedi l’assegnazione di una (o più) bottiglie di SOLARIA JONICA vendemmia 1959
a info@sensiinmovimento.it

  • Si effettuano spedizioni in tutto il mondo

Antonio Ferrari

Appunti del 1959 di Antonio Ferrari per l’acquisto dell’uva Primitivo per produrre la Solaria Jonica

La recensione di Gino Veronelli sulla Guida

I VINI DI VERONELLI 2003

GianAngela Ferrari

Premio del

Merano Wine Festival 2004

La vasca in cemento

della Solaria Jonica 1959

Helmuth Koecher alla Masterclass della Solaria JOnica 1959

Merano Wine Festival

8 novembre 2025

Masterclass della Solaria JOnica 1959

Merano Wine Festival

8 novembre 2025

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